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Sabato 16 gennaio sarà Vinicio Capossela a “musicare” la Focara in onore di San’Antonio Abate a Novoli, in provincia di Lecce. Subito dopo l’accensione del grande falò, che quest’anno sarà incendiato dal fuoco della fiammella che arde nelle grotta di Gesù a Betlemme, e i consueti fuochi pirotecnici, si terrà infatti il concerto dell’eclettico cantautore.
La festa di “Sant’Antonio Abate e la Focara di Novoli, I giorni del fuoco”, rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’inverno salentino. L’iniziativa, che ha radici antichissime, nasce dalla devozione al Santo, e si è sviluppata nel corso degli ultimi anni diventando un vero e proprio evento, atteso e partecipato da pellegrini e turisti. L’organizzazione è a cura di Comune di Novoli, Parrocchia Sant'Antonio Abate, Comitato Festa e Pro Loco Novoli, e coinvolge numerosi e importanti partner.
La maestosa “Fòcara”, elemento della cultura "immateriale", è ormai diventato simbolo di Novoli. Monumento unico nella sua maestosità e grandezza, è un enorme falò di tralci di vite secchi sapientemente lavorati e messi insieme con tecniche antichissime, che si tramandano di padre in figlio. Il risultato è una pira di 20 metri di diametro e 25 metri di altezza, unica in Italia e nel bacino del Mediterraneo.
Come da tradizione, questa grande "costruzione agricola" viene accesa la sera del 16 gennaio (intorno alle 20.00) con uno spettacolo di fuochi pirotecnici. L'accensione della "focara" è il momento culminante della festa con la presenza di oltre 60.000 persone.
Dopo le esibizioni, solo nelle ultime edizioni, di Giuliano Palma & The Bluebeaters, Roy Paci, Boban Markovic e Frank London, Caparezza, quest’anno toccherà a Vinicio Capossela (sabato 16 gennaio) e Mannarino (domenica 17 gennaio) infiammare Piazza Tito Schipa ai piedi della Focara che arde.
Artista ispirato dai pezzi taglienti, visionari e deliranti di Tom Waits e dalle chanson di Paolo Conte, Vinicio Capossela fa convivere nel suo repertorio il teatro di Brecht e il surrealismo, melodie mediterranee e sonorità fragorose di chiara matrice balcanica, pantomime circensi ed atmosfere crepuscolari. Il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela è ispirato, nella scenografia e nell’immaginario, al “side show”, una sorta di “circo delle stranezze”, una dimensione che attinge al Circo Barnum di fine ottocento, all’epoca del Far West.
Da stornellatore moderno e cantautore metropolitano Alessandro Mannarino compone musiche di confine, eclettiche e contaminate, ispirate ai suoni ed ai volti di una via Casilina globalizzata dove Gabriella Ferri passeggia con Manu Chao e Domenico Modugno va a braccetto con Cesaria Evora. Nei suoi testi, macchiati dai forti toni del surrealismo, si vivono storie oniriche e tragicomiche di pagliacci, ubriachi e zingari innamorati. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elementi di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi.
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